"Perchè cosi attratte dalla luce?
Pensate forse sia questa a concedervi la grazia?
No,
siete voi stesse,
siete voi che dovete salvarvi per miserabile costrizione.
Per cosa?
Per nulla,
nient'altro.
Così brucerete soltanto."
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domenica 21 dicembre 2014
venerdì 21 febbraio 2014
Coro degli Angeli: Perdizione & Mercificazione
"E dunque dimmi mio esimio, perché t'impregni, selettivo, del soffermarti su anime già perdute e arduamente riconducibili alla retta via ogni qualvolta ti si presenti l'occasione di stringer patto col loro stesso diavolo?"
"Poiché i viandanti della via umida sono nient'altro che anime perdute in cerca di un cammino che dia un senso alle loro sorti."
"E del sentiero morale? Cosa dici di coloro che imboccano la via secca?"
"Le anime servili alla morale, esse non mi affascinano poiché scelgono sempre la strada che più di comodo sia esse propizia, di quanto si addica alle apparenze, sia chiaro, né si affannano di dare ad essa un senso proprio, un compenso, magari camuffato, magari derubato ad un qualsiasi mercificante che si sia posto a loro d'innanzi.
Gioisci ordunque per colui che si è perduto, perché anziché assopirsi in un ipnotico letto di fiume che fa di lui corrente, egli s'appresta ad incontrar se stesso, o per lo più a rifuggirlo talvolta, mettendosi sul conto che non é alla vista ch'egli debba scansarsi, ma al sentirne la voce vivace e ardente sbraitare dentro al cuore: se non é vita, se non é vivere la più totale interezza di una vita stessa questo, vorrei ben comprendere cosa quei biechi mercificatori spacciano per vita a tal posto."
"Io di questo non saprei. Non é mio affare e di ciò non mi attengo in verità.
Per me ogni anima é anima unica ed identica alla successiva in merito ad ebbrezza e perdizione nell'oceano celeste."
"Mi allieta l'idea che pure un famiglio del tuo rango possa partorire di tanto in tanto visioni che della più bieca natura fanno il loro manto, ma cui cristallina certezza e verità fanno di esse un vanto."
"Poiché i viandanti della via umida sono nient'altro che anime perdute in cerca di un cammino che dia un senso alle loro sorti."
"E del sentiero morale? Cosa dici di coloro che imboccano la via secca?"
"Le anime servili alla morale, esse non mi affascinano poiché scelgono sempre la strada che più di comodo sia esse propizia, di quanto si addica alle apparenze, sia chiaro, né si affannano di dare ad essa un senso proprio, un compenso, magari camuffato, magari derubato ad un qualsiasi mercificante che si sia posto a loro d'innanzi.
Gioisci ordunque per colui che si è perduto, perché anziché assopirsi in un ipnotico letto di fiume che fa di lui corrente, egli s'appresta ad incontrar se stesso, o per lo più a rifuggirlo talvolta, mettendosi sul conto che non é alla vista ch'egli debba scansarsi, ma al sentirne la voce vivace e ardente sbraitare dentro al cuore: se non é vita, se non é vivere la più totale interezza di una vita stessa questo, vorrei ben comprendere cosa quei biechi mercificatori spacciano per vita a tal posto."
"Io di questo non saprei. Non é mio affare e di ciò non mi attengo in verità.
Per me ogni anima é anima unica ed identica alla successiva in merito ad ebbrezza e perdizione nell'oceano celeste."
"Mi allieta l'idea che pure un famiglio del tuo rango possa partorire di tanto in tanto visioni che della più bieca natura fanno il loro manto, ma cui cristallina certezza e verità fanno di esse un vanto."
venerdì 14 febbraio 2014
Coro degli Angeli: Elegia
"e se il fiore appassice perchè ne conservi ancora le spoglie?
perchè riesumarne la carne al perpetuarsi errante delle stagioni?"
"perchè esso vive impresso in ognuno di noi,
e di tutta la gelida e putrida nefandezza, possa sempre coglierne i bei frutti."
perchè riesumarne la carne al perpetuarsi errante delle stagioni?"
"perchè esso vive impresso in ognuno di noi,
e di tutta la gelida e putrida nefandezza, possa sempre coglierne i bei frutti."
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giovedì 15 novembre 2012
Coro degli Angeli: Dioniso
"In quei momenti, quando sei così, la differenza tra la vita e la morte non esiste.
In quei momenti, quando sei così, hai capito."
"Perdi troppo tempo in chiacchiere. Fai. Corri. Muoviti.
..Muori."
In quei momenti, quando sei così, hai capito."
"Perdi troppo tempo in chiacchiere. Fai. Corri. Muoviti.
..Muori."
domenica 4 novembre 2012
Coro degli Angeli: Il Vecchio
"Te ne stai tutto il tempo lì rantolante a fissare sempre lo stesso paesaggio da quella maledetta finestra!
Quand'è che ti deciderai ad uscire, a prendere una vera boccata d'aria, per una buona volta?"
"..Io?... Io.. non sono fatto per queste cose..."
"Vedi? Continui a prendere in giro te stesso. Dormi. Continui a dormire ad occhi aperti e neanche te ne accorgi!"
"Sono ormai vecchio. Forse è il giusto sonno che mi spetta. Forse è il giusto sonno che finalmente attendo."
"Vecchio? Ah ah! La tua vecchiaia è ingegnosa.. reduce di quanto esalino le tue paure!
Per te è tutto un gioco. Non fai altro che prendere in giro te stesso e ne trai puro godimento.
Nel lamentartene però. E' un gioco di parti. Non lo vedi?
Sei tu che ti tormenti!"
"Parti?... Quali?... Quali parti?
Io... Io sono.. No. Sono solo stanco. Devo sedermi."
"Beh dormi. Dormi vecchiaccio. Quasi mi vergogno di una cosi stretta parentela.
Sappi però, prima che ti si presenti il tuo sonnellino... te lo voglio rovinare:
sei un vecchio cialtrone! ..ecco cosa sei.
Non dovrei esser io a dirti questo. Lo sai. Potrei chiamarlo. Potrei chiamare lui. Il padrone."
"Padrone!??!... NO! Il padrone no. Sta buono giovine rampollo! Pensa alle tue fatiche. Pensa ai tuoi mestieri.
Non intaccare la mia vita già dolente di per sé! Non è tuo compito. Pensa alle tue faccende.. che a me.... a me.. a me ci bado io..."
"Tu? Badare a te stesso? Ah ah! Potrei ridere un giorno intero su quanto affermi.
E' proprio questo il tuo diletto. Il non voler mai badare a te stesso. Hai raggiunto una certa età, è innegabile. Ma hai trascorso una vita intera attendendo la vecchiaia come fosse il più grande dono della tua esistenza.. questo lo so. Mel ha detto mio padre.
E adesso? Adesso che ti vedo, adesso che il tuo grande momento è giunto.. cosa fai?
Piangi.
E se non riesci a sopportare le tue lacrime tutto il giorno, allora vai a dormire. E dormi, dormi sonni davvero profondi, ricchi di sogni e sfumature che quasi cancellano la tua realtà.
E' questo vivere?
Io non voglio più emetter giudizio. Credo sia stancante persino per una testa così attiva come la mia.
Penso che starò davvero attento ai MIEI di affari! Quelli si che sono davvero importanti. Quelli si, che sono reali.
Ti lascerò così. Nella tua pace, nella tua tanto amata e agognante quiete. Nel tuo sguazzare in questo profondo dolore..
Un dolore di un vecchio, un vecchio che di vecchiaia vuol perire.
Un vecchio che ha sempre voluto esser vecchio.. furbo! Convinto che questa scappatoia potesse alleviargli il fardello donato dal pensiero della morte.. ma stolto nel non rendersi conto che questa lunga esperienza onirica gli stesse privando ogni singolo istante fatto per vivere la realtà.
E' questo che tu vuoi?
Bene. Fa pure. Io corro a sentire l'odore dei campi e delle belle donne.
Notte vecchiaccio"
"Non riesci mai a capire, giovincello... il peso.. il peso dell'esistenza.. il peso.. quello m'appartiene.
Quello occupa le mie ore.. non riesci proprio a capire."
Quand'è che ti deciderai ad uscire, a prendere una vera boccata d'aria, per una buona volta?"
"..Io?... Io.. non sono fatto per queste cose..."
"Vedi? Continui a prendere in giro te stesso. Dormi. Continui a dormire ad occhi aperti e neanche te ne accorgi!"
"Sono ormai vecchio. Forse è il giusto sonno che mi spetta. Forse è il giusto sonno che finalmente attendo."
"Vecchio? Ah ah! La tua vecchiaia è ingegnosa.. reduce di quanto esalino le tue paure!
Per te è tutto un gioco. Non fai altro che prendere in giro te stesso e ne trai puro godimento.
Nel lamentartene però. E' un gioco di parti. Non lo vedi?
Sei tu che ti tormenti!"
"Parti?... Quali?... Quali parti?
Io... Io sono.. No. Sono solo stanco. Devo sedermi."
"Beh dormi. Dormi vecchiaccio. Quasi mi vergogno di una cosi stretta parentela.
Sappi però, prima che ti si presenti il tuo sonnellino... te lo voglio rovinare:
sei un vecchio cialtrone! ..ecco cosa sei.
Non dovrei esser io a dirti questo. Lo sai. Potrei chiamarlo. Potrei chiamare lui. Il padrone."
"Padrone!??!... NO! Il padrone no. Sta buono giovine rampollo! Pensa alle tue fatiche. Pensa ai tuoi mestieri.
Non intaccare la mia vita già dolente di per sé! Non è tuo compito. Pensa alle tue faccende.. che a me.... a me.. a me ci bado io..."
"Tu? Badare a te stesso? Ah ah! Potrei ridere un giorno intero su quanto affermi.
E' proprio questo il tuo diletto. Il non voler mai badare a te stesso. Hai raggiunto una certa età, è innegabile. Ma hai trascorso una vita intera attendendo la vecchiaia come fosse il più grande dono della tua esistenza.. questo lo so. Mel ha detto mio padre.
E adesso? Adesso che ti vedo, adesso che il tuo grande momento è giunto.. cosa fai?
Piangi.
E se non riesci a sopportare le tue lacrime tutto il giorno, allora vai a dormire. E dormi, dormi sonni davvero profondi, ricchi di sogni e sfumature che quasi cancellano la tua realtà.
E' questo vivere?
Io non voglio più emetter giudizio. Credo sia stancante persino per una testa così attiva come la mia.
Penso che starò davvero attento ai MIEI di affari! Quelli si che sono davvero importanti. Quelli si, che sono reali.
Ti lascerò così. Nella tua pace, nella tua tanto amata e agognante quiete. Nel tuo sguazzare in questo profondo dolore..
Un dolore di un vecchio, un vecchio che di vecchiaia vuol perire.
Un vecchio che ha sempre voluto esser vecchio.. furbo! Convinto che questa scappatoia potesse alleviargli il fardello donato dal pensiero della morte.. ma stolto nel non rendersi conto che questa lunga esperienza onirica gli stesse privando ogni singolo istante fatto per vivere la realtà.
E' questo che tu vuoi?
Bene. Fa pure. Io corro a sentire l'odore dei campi e delle belle donne.
Notte vecchiaccio"
"Non riesci mai a capire, giovincello... il peso.. il peso dell'esistenza.. il peso.. quello m'appartiene.
Quello occupa le mie ore.. non riesci proprio a capire."
domenica 14 ottobre 2012
Coro degli Angeli: L'Oscuro Signore
"..non la guarderò negli
occhi quando sarà il momento di ucciderla.."
"Usi dei trucchi puerili e
meschini per mistificare la tua realtà."
"A volte è necessario farsi
gioco delle situazioni e valutare i giusti compromessi per compiere ciò che va
fatto."
"E tu? Tu chi sei? Chi sarai
mai?
"Sono la voce dello spirito
che si aggira tra i labirinti di questa oscura dimora.
"Ogni luogo è la mia casa
qui dentro. Non vi è sorte di cui io non sia partecipe, sebbene ciò avvenga di
rado."
"E’ qui che la tua potenza è
fallace!
"Taccio adesso. Poiché è mia
riserva. Non è più il momento in cui dar forma alla mia pietra."
"Si beh, spegniti!"
"Riesco quasi a scorgere il
tuo volto adesso...." (va via)
"Sporco sbruffone di uno
spirito! E' ora che la tua presunzione sia punita dai tuoi stessi crimini!
"Non riesco mai a vederti!
Non so di che colore splende la tua luce!
"Ammiro, apprezzo il tuo
coraggio, dato che si tratta di una dote rara e ben nascosta.. in quelli come
te..
E ciò è il dono di cui ti devi
far premio.
"La mia vita è povera
d'ingegni, ma intensa di piaceri.
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